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Di tette grosse e costumi da bagno

L’estate è la mia stagione preferita, finché non arriva il momento di comprare un nuovo costume.

Non ricordo un’estate dove non ho dovuto pregare il dio della lycra per farmi scovare un costume che mi facesse sentire bella.

Sono piccola di statura, ma chiaramente il mio corpo era stato progettato per un futuro più grande: seno e sedere mi hanno trasformato in una gincana di emozioni.
La star curvy a cui assomiglio? La Panton Chair disegnta da Verner Panton per Vitra. Ma questo articolo non è un processo al mio corpo, che ho imparato ad amare dopo aver scoperto che bastava stringere la vita di ogni pantalone del mio armadio. Il mio culo non verrà chiamato a testimoniare sul banco degli imputati, ci concentreremo sul seno e sul suo più grande nemico: il pezzo superiore del costume.

Quello che le persone non sanno è che le ragazze con il seno prosperoso non cercano un costume per divertimento o per essere trendy. Vogliamo solo supporto, fisico ed emotivo. Il costume perfetto deve ricordarci che questo seno può fare quello che vuole, quando vuole e come vuole. Vuole saltare da un trampolino di tre metri? Vuole giocare a beach volley? Vuole correre sul bagnasciuga al rallentatore. Permettetegli di farlo!

Entrare in un negozio in cerca di un costume è una delle attività che più mi terrorizza. Anni di selezione di modelli hanno intensificato il mio acuto senso della vista: ormai mi bastano 20 secondi per capire se in un negozio c’è quello che cerco. Quindi dove sbaglio? Il mio lato umano. Mi piace ancora parlare con le commesse, perché io vorrei un’eroina, vorrei entrare in un negozio e trovare il mio animale guida, colei che indovina taglia, modello e stile del costume in un quarto d’ora. Spoiler: questa persona ancora non esiste.

“Ciao cosa cerchi?”

Eccola avvicinarsi ancora ignara della cliente che ha davanti, la peggiore, l’incontentabile. Impossibile chiuderla in una sola battuta, sottolineando che si sta cercando qualcosa di semplice, qualcosa che sostenga, ma che non sembri un completo intimo nero (ovvero gli ultimi tre costumi che ho comprato). Insomma, voglio sembrare una dea perché me lo merito, anche se sono andata in palestra solo qualche sabato. Le proposte non tardano ad arrivare.

“Che ne dici di questo triangolo?”

NO.

“Il trikini in crochet?”

AHAHAHA.

“Devi assolutamente provare un modello balconcino!”

Su questo ci caschiamo sempre, vero ragazze? Il balconcino è la piega mossa dei costumi: sembra così giusto, così facile, invece delude sempre le aspettative. Ti senti bella e sexy, il seno diventa così alto che quasi viene voglia di tornare indietro nel tempo, trovare Sir Isaac Newton e dirgli “Le vedi queste mele qui? Non cadranno mai!”. Se per voi la spiaggia è stare sdraiate sul telo in posa plastica, il set della vostra prossima foto profilo allora prego, accomodatevi. Se invece siete in cerca di qualcosa con cui potervi – addirittura – muovere, allora non ci siamo, perché al primo tuffo il costume a balconcino tornerà a riva prima che ve ne accorgiate.

Ma il mio momento preferito, quello che aspetto ogni volta con grande gioia è il seguente:

“La proviamo la fascia?”

LA FASCIA. Non ha mai ingabbiato i capelli, cosa vuoi che faccia di positivo la fascia per il mio seno? Non ci vuole una laurea in trigonometria per capire che un pezzo di tessuto orizzontale non può supportare una terza coppa D. Anche Mulan, una donna con il seno deliziosamente piccolo, si è dovuta bendare l’intero busto per nascondere il seno, come posso io affidarmi a una fascia? Ma la commessa non cede mai al tuo primo no, bisogna approfondire con la prova. Forse anche lei è in cerca di un miracolo: una quarta a cui calzi a pennello un modello a fascia con la fantasia tribale. Ogni volta che una commessa mi fa provare la fascia, una parte della mia autostima muore. Mi fa sentire sbagliata, mi guardo allo specchio e sembro Sulley di Monsters&Co ed è una sensazione che non mi piace. Senza contare quanto potrebbe essere pericoloso slacciarsi un costume del genere, potrebbe scoppiare verso l’esterno come un laccio troppo teso.

“Che ne dici di un costume intero, è il vero trend dell’estate 2017”

Ha ragione, perché – complice il ritorno al cinema di Baywatch – non esiste brand che quest’anno non abbia proposto una serie di costumi interi, meglio se sgambatissimi. Ora, non so come faccia la stupenda Ashley Graham a fare moto d’acqua indossando un costume intero rosso senza che le sue due amiche si ribellino, ma senza un adeguato sostegno interno, il costume intero rischia di spalmare il seno lungo tutto il corpo. Seriamente. Dal collo all’ombelico.

Dovrei optare per un costume intero gioiello con tanto di ferretto, ma non ho prenotato un low cost per spendere il doppio dei soldi in un costume.

Di solito, a questo punto, abbraccio la commessa, perché in questa trincea ci siamo insieme, indico il bikini con il ferretto e le coppe differenziate e ritrovo la pace in me stessa.

Anche quest’anno sarò la coraggiosa ragazza curvy che posterà con orgoglio una sua foto su Instagram con indosso il suo costume d’ispirazione anni ’50. L’avanguardia la lasciamo all’anno prossimo (o alle amiche sotto la terza).

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